Notizie dalle Campagne
novembre 2008
28.11.2008
"Nuovi scontri con civili nel panico" e una "spirale di violenze fuori da ogni controllo" sono i titoli degli ultimi comunicati dell'agenzia di stampa dell'Onu sulla situazione nella Repubblica Democratica del Congo (R.D. Congo). "Gli attacchi del Congresso Nazionale per la Difesa del Popolo (CNDP) hanno causato nuovi sfollamenti nel Nord Kivu" mentre cresce "l'escalation di violenze sessuali nelle forme più brutali commesse da entrambe le parti in conflitto, compresi i militari dell'esercito" - riporta l'Onu. A fronte della situazione, il settimanale Vita ha lanciato un appello alle massime istituzioni nazionali e europee affinchè la tragedia umanitaria non venga ignorata. L'appello online, firmato dai leader delle più importanti associazioni italiane e da politici di entrambi gli schieramenti, sottolinea che "non si può stare a guardare: l'indifferenza significa collusione" mentre si avvicina "una nuova ecatombe".
ContinuaTemi/paesi correlati: [Emergenze] [Società civile] [Giustizia e criminalità] [Nazioni Unite] [Conflitti] [Diritti umani] Foto: R.D.Congo: popolazione in fuga - da MSF
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21.11.2008
La 'Campagna Abiti Puliti' ha lanciato una petizione internazionale per i diritti delle lavoratrici della ditta turca DESA che negli ultimi mesi ha condotto un'azione di "intimidazioni e minacce" nei confronti degli operai che si sono iscritti al sindacato. "Già 44 lavoratori sono stati licenziati e altri 50 sono stati obbligati a lasciare il sindacato" - riporta la campagna nell'evidenziare che la DESA produce tra l'altro oggetti di pelletteria per Prada (e il suo marchio Miu Miu) e per Mulberry, Louis Vuitton, Luella e Samsonite: ditte che sinora hanno rifiutato di agire nei confronti della DESA per sostenere il diritto di organizzazione sindacale degli operai che chiedono di lavorare in condizioni di lavoro accettabili.
ContinuaTemi/paesi correlati: [Lavoro] [Attivismo] [Imprese] [Diritti umani] Foto: Emine Arslan, operaia della DESA licenziata per essersi iscritta al sindacato: guadagnava 200 euro al mese e produceva anche per Prada
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19.11.2008
"La causa principale della crisi alimentare che ha portato ormai a quasi un miliardo le persone che soffrono la fame nel mondo è la speculazione finanziaria sui prodotti agricoli e non una scarsa produzione di cibo". Lo afferma una nota della Focsiv diffusa ieri in occasione dell'apertura della 'XXXV Conferenza della Fao'. E Action Aid in occasione della 'Conferenza internazionale sui biocarburanti' in corso in Brasile evidenzia che "le politiche europee che incoraggiano la produzione di biocarburanti stanno avendo forti ricadute sul numero delle persone affamate". Nelle scorse settimane lo stesso direttore generale della Fao, Jacques Diouf, aveva denunciato che "la politica agricola dell'Unione Europea e degli Stati Uniti penalizza i contadini del Sud del mondo".
ContinuaTemi/paesi correlati: [Agricoltura] [Alimentazione] [Sviluppo] [Globalizzazione] [Finanza] [Economia] Foto: © FAO
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18.11.2008
E' passato nel silenzio il decreto legge che prevede la privatizzazione dell'acqua pubblica in Italia. Il 6 agosto il Parlamento italiano ha infatti votato - con l’appoggio dell’opposizione - l’articolo 23bis della legge 133 che affida "il conferimento della gestione dei servizi pubblici locali, in via ordinaria, a favore di imprenditori o di società in qualunque forma costituite individuati mediante procedure competitive ad evidenza pubblica". "Dobbiamo darci tutti una mossa" - esortava la scorsa estate p. Zanotelli. "C'è un cartello che ora è pronto a comprarsi tutto il mercato proprio grazie al 23 bis" - denuncia Emilio Molinari. Il 'Coordinamento nazionale degli Enti locali per l'acqua pubblica' ha convocato per il 21 novembre l'Assemblea nazionale a Roma e dal 22 al 23 novembre terrà ad Aprilia il 'Secondo Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua'.
ContinuaTemi/paesi correlati: [Acqua] [Società civile] [Legislazione] [Governo] [Attivismo] [Imprese] |
17.11.2008
Dopo la sentenza sulla sanguinosa irruzione della Polizia alla scuola Diaz al G8 di Genova del 2001, cercando di rispondere alle pressioni della stampa e delle associazioni circa le responsabilità dei vertici della Polizia, l'attuale capo della Polizia, Antonio Manganelli ha manifestato l'intenzione di fornire le "spiegazioni su quel che realmente accadde a Genova" "nelle sedi istituzionali e costituzionali". "Siamo di fronte a una grande sceneggiata ai confini dell’indecenza" - commenta Lorenzo Guadagnucci - del 'Comitato verità e giustizia per Genova'. "Manganelli, il suo predecessore De Gennaro, per non parlare degli altissimi dirigenti imputati al processo Diaz, hanno avuto sette anni per dare le dovute spiegazioni al paese e ai giudici, ma si sono guardati bene dal farlo".
ContinuaTemi/paesi correlati: [Società civile] [Giustizia e criminalità] [Democrazia] [Attivismo] [Sicurezza] [Diritti civili] Foto: Dopo l'irruzione della Polizia alla Diaz
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09.11.2008
Legambiente ha lanciato "Per il clima contro il nucleare", una grande mobilitazione nazionale per "rispondere alle bugie del governo Berlusconi e dei nuclearisti e ristabilire la verità sulla dannosità del nucleare". "Se l’Italia decidesse di puntare sul nucleare, causa le ingentissime risorse necessarie per sostenere questa avventura, abbandonerebbe qualsiasi investimento per lo sviluppo delle rinnovabili e per il miglioramento dell’efficienza che sono invece le soluzioni più immediate ed efficaci per recuperare i ritardi rispetto agli accordi internazionali sulla lotta ai cambiamenti climatici e rinuncerebbe alla costruzione di un sistema imprenditoriale innovativo e diffuso in grado di competere sul mercato globale" - sostiene Legambiente invitando a firmare la petizione online e promuovere iniziative locali per un territorio "denuclearizzato".
ContinuaTemi/paesi correlati: [Legislazione] [Nucleare] [Energia rinnovabile] [Cambiamento climatico] [Attivismo ambientale] [Sicurezza] [Economia] Foto: La campagna di Legambiente
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03.11.2008
I tagli ai fondi per la cooperazione allo sviluppo decisi nella Finanziaria 2009 "causerebbero una riduzione complessiva delle risorse di circa 400 milioni di euro: numeri che porterebbero l'Italia all'ultimo posto in Europa per l'Aiuto pubblico allo sviluppo (Aps) dei paesi più poveri del mondo". Lo scrivono in una lettera aperta inviata nei giorni scorsi al presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, le ong della 'Coalizione italiana contro la povertà' (Gcap) e personaggi dello spettacolo - da Bono a Jovanotti - che chiedono al governo di "mantenere gli impegni presi in ambito internazionale". La missiva ricorda che "nonostante l'attuale crisi finanziaria, Paesi come Francia, Spagna e Germania non stanno riducendo i fondi per lo sviluppo, come invece fa l'Italia". Nei giorni scorsi Mario Sammartino, funzionario del ministero degli Affari esteri, ha confermato i tagli pari al 54% dei fondi attuali.
ContinuaTemi/paesi correlati: [Povertà] [MDGs] [Aiuti] [Cooperazione internazionale] [Sviluppo] [Società civile] [Governo] [Economia] |
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