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giovedì, 04 dicembre, 2008

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Tutti i temi: Energia

ottobre 2008

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21.10.2008 Mentre la Commissione europea continua a lavorare sul pacchetto clima per l'attuazione del piano 20-20-20, il Governo italiano sembra ricollocarsi su una posizione più moderata rispetto a quella annunciata. Nessuna grande battaglia per la revisione degli accordi di Kyoto, solo una proposta di inserimento di una "clausola di revisione", per consentire di riaprire il negoziato alla luce di un più accurato studio su costi e benefici del progetto. Sembra che in un momento di crisi economica come quella attuale i soldi spesi per combattere il riscaldamento globale siano assolutamente secondari se non addirittura uno spreco. Ciò che si rischia di dimenticare sono però le dimensioni reali della posta in gioco. (Matteo Conci)
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Temi/paesi correlati: [Sviluppo] [Legislazione] [Globalizzazione] [Inquinamento] [Energia rinnovabile] [Cambiamento climatico] [Attivismo ambientale] [Imprese] [Economia]
Striscione di Greenpeace alla centrale Enel di Civitavecchia ©Greenpeace
20.10.2008 "L'Italia in questi giorni ha offerto un triste spettacolo usando toni populistici per difendere l'indifendibile, vale a dire la propria incapacità di avviare una seria politica sul clima e sull'energia". Così Greenpeace, Legambiente e Wwf commentano la polemica tra la Commissione europea e il governo italiano sul "pacchetto climatico". "La realtà è che il sistema energetico italiano è caratterizzato da privilegi storici stratificati e dall'inefficacia degli incentivi che in larga parte vanno ai combustibili fossili. L'attuale pacchetto energia-clima è perciò un'opportunità per riformare un sistema energetico che fa acqua da tutte le parti". Greenpeace lo scorso weekend ha svolto azioni dimostrative e ha lanciato una cyberazione per chiedere al governo una moratoria sulle centrali a carbone e di investire nell'energia pulita.
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Temi/paesi correlati: [Sviluppo] [Governo] [Inquinamento] [Energia rinnovabile] [Cambiamento climatico] [Attivismo ambientale] [Economia]
Foto: Striscione di Greenpeace alla centrale Enel di Civitavecchia ©Greenpeace
La copertina del rapporto
13.10.2008 Un'Italia delle città piena di contraddizioni, con alcune esperienze di punta in diverse aree del Paese che si perdono in una generale mediocrità delle politiche ambientali. E una serie di consumi che, in tempi di crisi economica, si dicono in calo e invece restano stabili o continuano a crescere. E' la fotografia del Belpaese fatta da "Ecosistema Urbano 2009", l'annuale ricerca di Legambiente sulla qualità ambientale delle 103 città capoluogo di provincia. Improvviso tracollo di Roma, scatto di reni di Milano, bella conferma di Belluno, il Sud costantemente in panne, il protrarsi dell’emergenza mobilità, smog, trasporto pubblico: sono le cinque immagini nitide dell’Italia delle città dove, nel complesso, il traffico urbano è tuttora il maggior protagonista nelle emissioni di anidride carbonica.
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Temi/paesi correlati: [Governo] [Inquinamento] [Energia rinnovabile] [Attivismo ambientale] [Consumo]
Foto: La copertina del rapporto
Il rapporto 'Sofa' della Fao
08.10.2008 La crisi dei mercati finanziari potrebbe avere "serie ripercussioni negative" nella battaglia globale contro la fame nel mondo. E' l'allarme lanciato ieri dal direttore generale della Fao, Jacques Diouf, in occasione della presentazione del rapporto annuale dell'agenzia Onu su "Cibo e stato dell'agricoltura" che evidenzia, tra l'altro, l'impatto negativo che la produzione di agrocarburanti sta avendo sulla sicurezza alimentare mondiale. "Se non si prenderanno le misure necessarie - commenta ActionAid - le conseguenze dell'attuale situazione finanziaria avranno effetti gravissimi sulla vita di milioni di persone già provate dalla crisi mondiale dei prezzi delle derrate alimentari e il numero di persone affamate rischia di superare il miliardo entro la fine dell’anno" .
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Temi/paesi correlati: [Sviluppo] [Globalizzazione] [Sicurezza] [Finanza] [Economia] [Povertà] [Agricoltura] [Alimentazione]
Foto: Il rapporto 'Sofa' della Fao
Il luogo del centro di raffineria dell'Eni a Ortona - da PrimaDaNoi
03.10.2008 La sentenza del TAR dell'Aquila che ha respinto i ricorsi presentati dalle associazioni ambientaliste rappresenta un lasciapassare totale all'Eni per intraprendere l'opera di costruzione di un centro di raffineria a Ortona. Tra le numerose reazioni va segnalata quella della Conferenza dei Vescovi di Abruzzo e Molise (Ceam) che in un documento evidenziano diverse preoccupazioni per la tutela ambientale dell'Abruzzo. La costruzione del Centro Oli a Ortona viene definita "tra le più inquinanti e devastanti per le risorse naturali del territorio circostante, con conseguenze anche gravissime sulla salute degli abitanti". Nei giorni scorsi sono tornati sulla vicenda anche mons. Bruno Forte, vescovo di Chieti-Vasto, e mons. Ghidelli, vescovo di Lanciano-Ortona sottolineando l'importanza di "collaborare alla conservazione e alla promozione genuina e autentica del territorio". (Alessio Di Florio)
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Temi/paesi correlati: [Società civile] [Inquinamento] [Attivismo ambientale] [Imprese]
Foto: Il luogo del centro di raffineria dell'Eni a Ortona - da PrimaDaNoi

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